mercoledì 31 agosto 2011

Peggio la toppa dello strappo

[1] http://milk-open-house.blogspot.com/2011/08/un-rabbino-che-sposa-lesbiche-e-gay.html

[2] http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4115222,00.html

[3] http://www.puahonline.org/

In [1] è stato citato Areleh Harel, un rabbino che sposa lesbiche e gay tra loro; in [2] si riferisce che tre famosi rabbini israeliani (Yaakov Ariel, Haim Drukman ed Elyakim Levanon), che avevano dato un'approvazione di principio all'operato di Areleh Harel, l'hanno ritirata in quanto in disaccordo con la sua pratica attuazione - e la manterranno congelata finché non saranno chiarite tutte le questioni etiche e pratiche.

Una persona potrebbe pensare: "Evviva, si sono resi conto che trovare ad ogni uomo gay una donna lesbica da sposare non è la soluzione al problema!", ma purtroppo non è così.

Infatti Yaakov Ariel ha detto, secondo [2]: "La vera soluzione per coloro che hanno tendenze invertite è il trattamento psicologico".

Se Haim Drukman ha prudentemente negato di essersi occupato del problema, Elyakim Levanon ha precisato che egli "fa appello a coloro che hanno insane tendenze a ricercare l'appropriato trattamento per promuoverne la riparazione".

A questo punto viene da dire: "Peggio la toppa dello strappo!", e se leggiamo le dichiarazioni del rabbino Menachem Burstein, sempre riportate in [2], ci rendiamo conto di quante sciocchezze fa dire l'omofobia.

Infatti ha scritto che il nuovo progetto prescriverà che un gay ed una lesbica che vogliono sposarsi tra loro devono "presentare la lettera di un terapeuta che conferma che hanno tentato di diventare etero, ma non ci sono riusciti, promettere di rimanere fedeli l'uno all'altro finché rimangono sposati, ed accettare guida psicologica per sé e per i figli".

La seconda condizione (la promessa di fedeltà) non è diversa da quella dei matrimoni etero; ma la prima lettera non ha bisogno della firma di un terapeuta - la si potrebbe ciclostilare e piazzare nei 'makolet = piccoli supermercati', accanto ai volantini delle offerte speciali, perché non è possibile cambiare volontariamente orientamento sessuale, ed i 'counselor' che accettano di aiutare in questo i loro clienti sono solo dei ciarlatani.

La terza condizione è semplicemente offensiva: ci sono genitori che hanno bisogno di aiuto psicologico, ma non si può pensare che l'essere gay o lesbica implichi essere incapaci di allevare i figli! Chi si è fatto venire in mente un'idea del genere ha amici LGBT esattamente come gli antisemiti hanno amici ebrei.

Considerato che Menachem Burstein è l'iniziatore di [3], un'organizzazione che aiuta le coppie ebree con problemi di fertilità, uno si chiede qual è il livello di sostegno psicologico (non dico di cure mediche) che tale organizzazione offre.

Coraggio - Israele è sopravvissuto a persone più sciocche di loro.

Raffaele Ladu

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